Generosi lettori, bevitori di favole, timidi inventastorie, carnivori di sogni... Benvenuti

Chi Sono

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feed

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Commenti Recenti

Archivio

Categorie

Link

Visite

Credits

Disclaimer

Vi presento il mio primo libro
Giulia Ghini
Giovanna e la tempesta verticale
«Pensa ad una casa in cui le stanze cambiano continuamente. Cambiano gli oggetti, cambiano i colori, cambiano di posto le porte e le finestre. Hai la chiave ma non sai più dov’è la serratura»
Acquista una copia o scarica l’e-book gratuitamente su www.lulu.com
Postato alle 14:10 di venerdì, 13 novembre 2009

DSCN0364Giovedì 19 novembre alle ore 21 a Meldola (Forlì), che è il mio paese natale, verrà presentato il mio romanzo “Giovanna e la tempesta verticale”;

Alla
biblioteca comunale Francesco Torricelli (piazza Felice Orsini 12) mi faranno coraggio il presidente della Pro Loco città di Meldola, e il giornalista Mario Russomanno.

È il quarto appuntamento della rassegna “Incontro con gli autori “ organizzata dal Comune di Meldola - Assessorato alla cultura e biblioteca comunale e dalla Pro-Loco Meldola.

Qui trovate l'invito
strettamente NON necessario per partecipare alla serata.

commenti | permalink

Postato alle 20:21 di domenica, 18 ottobre 2009
graffiti2Vorrei, in sintesi, dire la mia sul tema dei graffiti.
Dipingere muri esterni senza permesso e senza obbedire a precisi regolamenti, è illegale.
I graffitisti di Bologna “duri e puri”, quelli degli anni ’80, ricordo che consideravano i loro interventi non arte, bensì denuncia.
Intervenivano solo sui muri esterni di edifici di proprietà pubblica dismessi, degradati o incompiuti.
La denuncia era non tanto e non solo nel significato della scena rappresentata bensì nell’illuminare con l’immagine un luogo che le amministrazioni - colpevolmente - sottraevano all’uso e al beneficio dei propri cittadini. Questa era la regola.
Una volta che quel luogo veniva riabilitato (ristrutturato e messo in funzione) per definizione il graffito scompariva.
Chi imbratta muri privati o edifici pubblici perfettamente fruibili trasgredisce alle regole sia dell’una che dell’altra parte. Chi lo fa non ha interesse a comunicare o denunciare. Chi lo fa non sa, non ricorda, segue solo una moda diventata maleducata.
Luoghi speciali destinati dal Comune ai graffitisti? Un graffitista duro e puro mai (forse solo per soldi) accetterebbe di intervenire nella riserva indiana di pareti messe a disposizione dal Sistema.
Ripulire i muri imbrattati è un’azione cosmetica. È nascondere la polvere sotto il tappeto: torna fuori. Ripulire i muri imbrattati non cambia la mentalità dei teppisti. È solo un cancellare la lavagna per creare spazio a nuovi stupidi imbrattamenti.
L’amministrazione pubblica deve fare la sua parte e: punire i trasgressori; diffondere una cultura civica di rispetto della cosa pubblica e privata; rendere al 100% decorosa e funzionante tutta l’edilizia pubblica.
I duri e puri, che nel frattempo saranno diventati, come me, ultraquarantenni, sarebbe bello che amassero ancora la comunicazione antagonista, e ricordassero ad alta voce le loro motivazioni, dissociandosi, se credono, dai comportamenti delle nuove generazioni.
Se queste cose succedessero, i graffiti non ci sarebbero più, se non su pareti che siano per qualche motivo una piccola o grande vergogna per la pubblica amministrazione. E lì mi piacerebbe ancora vederli.
Io vivo in un edificio privato, edilizia monumentale, ridicolmente imbrattato. Non ho intenzione di spendere un euro, con o senza convenzioni (a meno che non mi obblighino) per ripulirlo. Almeno finché non ci siano chiari segnali che sta succedendo qualcosa di quanto ho immaginato ora qui sopra. Mi sembrerebbe di cancellare una testimonianza del fallimento (rimediabile, speriamo) dell’amministrazione civica ma anche della rabbia civile della mia generazione.

commenti (4) | permalink

Postato alle 08:01 di domenica, 11 ottobre 2009

temporale1pc5Giovedì 19 novembre, alle nove di sera, al mio paese (Meldola, in provincia di Forlì), nella biblioteca comunale in piazza Felice Orsini verrà presentato il mio libro “Giovanna e la tempesta verticale”; a farmi coraggio ci saranno Mario Russomanno, giornalista, e Renato Cappelli, presidente Pro-loco. Spero ci sia anche qualcun altro….

commenti (1) | permalink

Postato alle 11:29 di venerdì, 06 giugno 2008
moscaSono successe tante cose e nessuna come sempre. Il modo è sempre lo stesso, lo stesso andamento ondulatorio. Prima si aprono le finestre poi si chiudono le finestre se torna il sole si riaprono le finestre. Adesso sto cominciando a chiudere finestre. Tanto io sono tra quelle persone sempre convinte che il sole domani sorgerà di nuovo. Ad esempio ho lasciato il lavoro. Ho tenuto duro molto a lungo ma ad un certo punto bisognava chiudere altrimenti non sarei più riuscita a sopportare il freddo. Anche dal web stavano entrando mosconi e zanzare, quindi ho chiuso quasi tutto anche lì (quasi tutto, un po’ d’aria bisogna pur lasciarla passare). Adesso cosa faccio? Mi sono iscritta a un concorso pubblico così studio e mi diverto. Leggo Stefano Benni ma La Grammatica di Dio non mi piace. Peccato. Poi magari ricomincio a scrivere. Devo finire quel racconto lì sopra che tanto nessuno (anzi uno sì) ha letto la prima parte ma fa niente tanto anche il web fa compagnia per un po’ poi entra freddo, mosconi e zanzare. Dopodichè a finestre chiuse parto con un altro romanzo bolognese o no, ancora non lo so. Sarà bello (scrivere sarà bello, il romanzo come sarà non lo so). Scrivere il primo è stato grande. Altro che aprire una finestra, ogni volta che mi mettevo alla tastiera è stato come saltare sul davanzale e andare di là.

commenti (2) | permalink