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Vi presento il mio primo libro
Giulia Ghini
Giovanna e la tempesta verticale
«Pensa ad una casa in cui le stanze cambiano continuamente. Cambiano gli oggetti, cambiano i colori, cambiano di posto le porte e le finestre. Hai la chiave ma non sai più dov’è la serratura»
Acquista una copia o scarica l’e-book gratuitamente su www.lulu.com
Postato alle 15:22 di mercoledì, 18 giugno 2008
reloaded_09(Consigli per gli acquisti in libreria)
Sto leggendo “Monna Lisa Cyberpunk” di William Gibson, titolo originale “Mona Lisa Overdrive”, pubblicato per la prima volta nel 1988. Siccome sembra sia un romanzo famosissimo e Internet è imballato di recensioni, non mi renderò ridicola scrivendone una mia, anche perché sono solo a pagina trenta.

Però a chi bazzica il mio blog dico solo che se vi è piaciuto o anche solo piaciucchiato “The Matrix”, allora questo romanzo vi farà dire: ah ecco, lo sapevo io che non c’è niente di nuovo sotto il sole di Hollywood. Tutto è già stato scritto, e anche meglio di come ce l’hanno rifilato, e spesso da un omarino con occhiali e orecchie a sventola che il tappeto rosso, forse, ce l’ha in bagno.

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Postato alle 11:29 di venerdì, 06 giugno 2008
moscaSono successe tante cose e nessuna come sempre. Il modo è sempre lo stesso, lo stesso andamento ondulatorio. Prima si aprono le finestre poi si chiudono le finestre se torna il sole si riaprono le finestre. Adesso sto cominciando a chiudere finestre. Tanto io sono tra quelle persone sempre convinte che il sole domani sorgerà di nuovo. Ad esempio ho lasciato il lavoro. Ho tenuto duro molto a lungo ma ad un certo punto bisognava chiudere altrimenti non sarei più riuscita a sopportare il freddo. Anche dal web stavano entrando mosconi e zanzare, quindi ho chiuso quasi tutto anche lì (quasi tutto, un po’ d’aria bisogna pur lasciarla passare). Adesso cosa faccio? Mi sono iscritta a un concorso pubblico così studio e mi diverto. Leggo Stefano Benni ma La Grammatica di Dio non mi piace. Peccato. Poi magari ricomincio a scrivere. Devo finire quel racconto lì sopra che tanto nessuno (anzi uno sì) ha letto la prima parte ma fa niente tanto anche il web fa compagnia per un po’ poi entra freddo, mosconi e zanzare. Dopodichè a finestre chiuse parto con un altro romanzo bolognese o no, ancora non lo so. Sarà bello (scrivere sarà bello, il romanzo come sarà non lo so). Scrivere il primo è stato grande. Altro che aprire una finestra, ogni volta che mi mettevo alla tastiera è stato come saltare sul davanzale e andare di là.

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