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Vi presento il mio primo libro
Giulia Ghini
Giovanna e la tempesta verticale
«Pensa ad una casa in cui le stanze cambiano continuamente. Cambiano gli oggetti, cambiano i colori, cambiano di posto le porte e le finestre. Hai la chiave ma non sai più dov’è la serratura»
Acquista una copia o scarica l’e-book gratuitamente su www.lulu.com
Postato alle 08:56 di martedì, 20 maggio 2008
Brodo di giuggioleIeri navigavo, più che navigare sciacquettavo sul web senza uno scopo, allora sono passata a sbirciare il blog di un’amica di Splinder che ultimamente mi aveva fatto preoccupare (essendo io mamma e moglie di fatto, ma nell’anima sempre e fieramente ZiaZitella). L’amica Mikimamma, anche nota come RomanticGirl, ha scritto un bellissimo post che mi riguarda, o meglio riguarda il mio romanzo fantastico e bolognese e inedito e chevelodicoaffà. Mi ha mandato in brodo di giuggiole, quindi visitatela così scroccate anche qualche minuto di newage gratis. Dopo, se come me dovete litigare con l’amministratore condominiale, però ci vuole un caffè e un grappino per recuperare l’incazzo necessario.

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Postato alle 10:35 di venerdì, 09 maggio 2008
Frammento20Frammento 20
Chiusa la parentesi sulle piattaforme digitali, passerei ai risultati: il mio romanzo ad oggi è stato scaricato circa 420 volte e ne sono state acquistate 80 copie. Occhéi, comprese le dieci che ho comperato io! Su questo blog e sugli altri miei spazi web ho ricevuto commenti e recensioni buone, su Google barcollo tra il primo e il secondo posto con il tag “romanzo bolognese”. Un giorno o due di soddisfazione e poi… Torna la Febbre. Ricordate il frammento 6? Il romanzo chiuso nel web diventa un fastidio: si lamenta, guaisce, gratta la porta, vuole qualcosa che io non posso dargli, che è fuori dalla rete. Il bastardone vuole di nuovo andare in libreria. Ci riprovo con gli editori? Siamo arrivati al presente. Questa è cronaca, non finzione, quindi dovrò aspettare di vivere un pezzo di futuro prima di restituirvelo in frammenti. Nel frattempo fate i bravi. Io devo uscire.

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Postato alle 18:43 di domenica, 04 maggio 2008
Frammento19Frammento 19
Facebook è stata un’esperienza surreale. Ho contattato il mio primo giro di amici con una ricerca per interessi, digitando la parola “scrivere”. In risposta, ho ricevuto una serie imbarazzante di richieste di chiarimento: “Perché mi contatti? Io non ti conosco. Perché non hai pubblicato la tua foto? Come faccio a sapere chi sei? Cosa vuoi? Perché dovrebbe interessarmi il tuo libro?” E via di questo passo. Solo dopo qualche paziente spiegazione sono riuscita a fissare quelle due o tre friendship che - se ricambiata - continuerò a coltivare, ma per il resto… C’è qualcosa sotto tutti i loro gadgets e funwall e rose e violini virtuali che puzza di zolfo.

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Postato alle 18:40 di domenica, 04 maggio 2008
Frammento18Frammento 18
Su Myspace ci sono i musicisti e le groupies, ma ho recentemente trovato anche un gruppo nutrito di scrittori emergenti. Il clima è più rilassato, egocentrico ma più disposto al dialogo leggero, alla chiacchiera caruccia, all'apostrofo entusiasta. Fin troppo entusiasta: mai che legga una critica costruttiva del genere “il tuo nuovo brano è una palla bestiale, tu sei stonato e la tua corista è brutta” “il tuo video non ha senso e spero tu uccida il regista sennò ci penso io” e cose così… Si vogliono tutti bene e per questo ci vado spesso, anche a me mi trattano benissimo nonostante non sia una groupie e quanto alla musica… prenderei la chitarra che Daniele ha invano tentato di insegnarmi e con quella ci distruggerei il pianoforte che si è portato via cinque anni della mia infanzia per l’anima del flauto dolce.

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Postato alle 18:35 di domenica, 04 maggio 2008
Frammento17Frammento 17
Quando sono su Splinder la sensazione è la stessa di quando, da bambina, visitai per la prima volta Speakers’s corners. Credo fosse il 1973. Ricordo predicatori che disperatamente tentavano, anzi pretendevano, di farsi ascoltare. Uomini bizzarri che vociavano davanti a due, tre persone, davanti a nessuno, di argomenti a me incomprensibili per lingua ed età. Predicatori a tre passi l’uno dall’altro con toni forti e convincenti ma senza energie residue da dedicare all’ascolto. Un pubblico di passanti, come in visita a un’avoliera, con soste di dieci secondi, non di più, davanti alla gabbia invisibile di ogni strano uccello.

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